Il Castello di Montepò

Una dimora del vino

Boschi, alture e un antico maniero: la Maremma, dolce e mossa, che si distende fino all'orizzonte tra campi, uliveti e vigne. Una casa per custodire la cultura della vite.
IL CASTELLO DI MONTEPÒ

UNA DIMORA DEL VINO

Boschi, alture e un antico maniero: la Maremma, dolce e mossa, che si distende fino all’orizzonte tra campi, uliveti e vigne. Una casa per custodire la cultura della vite.
È

una Toscana autentica e nobile quella del Castello di Montepò, nell’agro di Scansano, dove le terre diventano vigne di leggenda. Circondato da boschi, ulivi e dalle piccole alture della Maremma, l’antico maniero, fin dal medioevo, è stato l’inespugnabile baluardo a difesa dei confini del feudo, una missione che persegue ancora oggi proteggendo i 550 ettari della tenuta, di cui 50 vitati, dove Jacopo Biondi Santi ha trovato le condizioni ideali perché l’interazione vitigno-terroir coronasse il suo ambizioso progetto di valorizzazione vitivinicola.

U

n tempo luogo di decisive battaglie, come nella seconda metà del ‘200 quando fu teatro dello scontro tra Carlo I d’Angiò e gli Hohenstaufen, oggi il Castello di Montepò raccoglie in sé l’eredità delle genti che lo hanno abitato e vissuto, nel solco di una civiltà della vite e del vino diventata  tradizione esemplare, esperienza di vita condivisa e riconosciuta da più generazioni, contando secoli. In Maremma, territorio storicamente vocato alla produzione di uve, affondano non a caso le radici di un’antichissima tradizione che arriva fino agli etruschi, a cui si devono i primi studi e sperimentazioni sulla coltivazione della vite, sugli innesti, la creazione di ibridi e la disposizione degli impianti.

È

una Toscana autentica e nobile quella del Castello di Montepò, nell’agro di Scansano, dove le terre diventano vigne di leggenda. Circondato da boschi, ulivi e dalle piccole alture della Maremma, l’antico maniero, fin dal medioevo, è stato l’inespugnabile baluardo a difesa dei confini del feudo, una missione che persegue ancora oggi proteggendo i 550 ettari della tenuta, di cui 50 vitati, dove Jacopo Biondi Santi ha trovato le condizioni ideali perché l’interazione vitigno-terroir coronasse il suo ambizioso progetto di valorizzazione vitivinicola.

U

n tempo luogo di decisive battaglie, come nella seconda metà del ‘200 quando fu teatro dello scontro tra Carlo I d’Angiò e gli Hohenstaufen, oggi il Castello di Montepò raccoglie in sé l’eredità delle genti che lo hanno abitato e vissuto, nel solco di una civiltà della vite e del vino diventata  tradizione esemplare, esperienza di vita condivisa e riconosciuta da più generazioni, contando secoli. In Maremma, territorio storicamente vocato alla produzione di uve, affondano non a caso le radici di un’antichissima tradizione che arriva fino agli etruschi, a cui si devono i primi studi e sperimentazioni sulla coltivazione della vite, sugli innesti, la creazione di ibridi e la disposizione degli impianti.

U

n paesaggio carico di storia, emozionante e sincero, che Jacopo Biondi Santi ha eletto al rango più alto dei suoi possedimenti anche per le sue virtù pedoclimatiche. Nella tenuta del Castello di Montepò, concorrono infatti tutte quelle condizioni di altura, conformazione dei terreni, esposizione ai venti e microclimi che ne fanno una realtà vitivinicola unica e, soprattutto, identitaria, terra ideale per la produzione del clone di Sangiovese Grosso, il BBS11, patrimonio esclusivo della famiglia Biondi Santi.

Un’autentica dimora del vino che, dal suo sperone di roccia, custodisce oggi le tradizioni e l’arte di una straordinaria avventura enologica.

U

n paesaggio carico di storia, emozionante e sincero, che Jacopo Biondi Santi ha eletto al rango più alto dei suoi possedimenti anche per le sue virtù pedoclimatiche. Nella tenuta del Castello di Montepò, concorrono infatti tutte quelle condizioni di altura, conformazione dei terreni, esposizione ai venti e microclimi che ne fanno una realtà vitivinicola unica e, soprattutto, identitaria, terra ideale per la produzione del clone di Sangiovese Grosso, il BBS11, patrimonio esclusivo della famiglia Biondi Santi.

Un’autentica dimora del vino che, dal suo sperone di roccia, custodisce oggi le tradizioni e l’arte di una straordinaria avventura enologica.


APPROFONDISCI

I boschi della Tenuta attorno al Castello

Come il Castello di Montepò ha a lungo protetto i suoi abitanti, così i boschi che circondano la Tenuta ne proteggono ancora oggi le terre, svolgendo un uomo fondamentale in termini di equilibrio ambientale.

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I boschi della Tenuta attorno al Castello

Come il Castello di Montepò ha a lungo protetto i suoi abitanti, così i boschi che circondano la Tenuta ne proteggono ancora oggi le terre, svolgendo un uomo fondamentale in termini di equilibrio ambientale.

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CASTELLO DI MONTEPÒ

UNA STORIA DEL VINO

Al Castello di Montepò, Jacopo Biondi Santi è stato capace di valorizzare tutte le grandi potenzialità di un territorio storicamente vocato alla produzione di uve d’eccellenza.

CASTELLO DI MONTEPÒ

UNA STORIA DEL VINO

Al Castello di Montepò, Jacopo Biondi Santi è stato capace di valorizzare tutte le grandi potenzialità di un territorio storicamente vocato alla produzione di uve d’eccellenza.

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APPROFONDIMENTO

Affascinanti, magici, evocativi: i boschi che circondano le medie e basse colline del Castello di Montepò appartengono in tutto e per tutto a un’iconografia medievale che richiama storie intessute di mistero. Ancora oggi, attraversandoli, è possibile trovare le tracce di una delle più antiche e importanti strade romane, la Via Clodia, le cui origini risalgono al III secolo a.C. e che veniva utilizzata, prevalentemente, per sostenere i traffici commerciali con quelle che erano le colonie etrusche. Una bellezza naturale che mescola storia e fantasia, ma che non si limita a una pura funzione estetica. In un simile contesto agronomico, infatti, la presenza dei boschi è fondamentale in termini mitigazione delle temperature, frangivento naturale e protezione dai picchi dei diversi fenomeni atmosferici che intercorrono nell’arco di un’annata: come l’acqua dei mari e dei laghi, il bosco è un equilibratore naturale che assorbe calore di giorno nelle ore più calde, offrendo invece, quando si registrano le temperature più fredde, riparo e mitigazione.

Castello di Montepò – Jacopo Biondi Santi