Stile enologico

Cantina e affinamento

Lo stile enologico dei vini del Castello di Montepò è frutto della cura perfetta e minuziosa che, dal vigneto alla cantina, viene dedicata a tutti gli aspetti del ciclo produttivo. L’affinamento in botti assume un rilievo determinante per l’evoluzione e la longevità dei vini di Castello di Montepò.
Tenuta e Vigneti

Cantina e affinamento

Lo stile enologico dei vini del Castello di Montepò è frutto della cura perfetta e minuziosa che, dal vigneto alla cantina, viene dedicata a tutti gli aspetti del ciclo produttivo. L’affinamento in botti assume un rilievo determinante per l’evoluzione e la longevità dei vini di Castello di Montepò.
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er Jacopo Biondi Santi ogni vino è l’esclusivo prodotto legato alla terra e al sapere dell’uomo. Da un lato c’è la grande vocazione e l’alto potenziale enologico espresso dal territorio maremmano, in particolare dell’agro di Scansano. Dall’altro c’è la consapevolezza di essere erede di un patrimonio di conoscenze legato ad una delle famiglie storiche del vino italiano, dove ricerca, qualità e costanza espressiva nella longevità dei vini sono stati i punti fermi di un stile enologico più unico che raro. Vendemmia dopo vendemmia, ogni anno la sfida è quella di riuscire a mantenere standard elevati di eccellenza, con lo scrupolo di valorizzare l’interazione vitigno/terroir che prende vita tra le varietà coltivate in un contesto produttivo esclusivo. In cantina, ogni operazione diventa un’interpretazione minuziosa di ciò che madre natura ha donato a queste uve, durante la fase di accrescimento e di maturazione dei grappoli. Gli ambienti di lavorazione sono collocati all’interno dello splendido maniero ed organizzati in modo da preservare la qualità delle uve che giungono in vinificazione, esaltate in quei caratteri di unicità che hanno sempre distinto i vini di Castello di Montepò.

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er Jacopo Biondi Santi ogni vino è l’esclusivo prodotto legato alla terra e al sapere dell’uomo. Da un lato c’è la grande vocazione e l’alto potenziale enologico espresso dal territorio maremmano, in particolare dell’agro di Scansano. Dall’altro c’è la consapevolezza di essere erede di un patrimonio di conoscenze legato ad una delle famiglie storiche del vino italiano, dove ricerca, qualità e costanza espressiva nella longevità dei vini sono stati i punti fermi di un stile enologico più unico che raro. Vendemmia dopo vendemmia, ogni anno la sfida è quella di riuscire a mantenere standard elevati di eccellenza, con lo scrupolo di valorizzare l’interazione vitigno/terroir che prende vita tra le varietà coltivate in un contesto produttivo esclusivo. In cantina, ogni operazione diventa un’interpretazione minuziosa di ciò che madre natura ha donato a queste uve, durante la fase di accrescimento e di maturazione dei grappoli. Gli ambienti di lavorazione sono collocati all’interno dello splendido maniero ed organizzati in modo da preservare la qualità delle uve che giungono in vinificazione, esaltate in quei caratteri di unicità che hanno sempre distinto i vini di Castello di Montepò.

V

engono usati rigorosamente tini in acciaio inox nei quali viene svolta la fermentazione alcolica e malolattica; le macerazioni sono lunghe per assicurare la migliore estrazione dei polifenoli, ideale per dare complessità, eleganza e longevità ai vini. La barriccaia è situata in un’area sottostante, dove la particolare conformazione con i mattoni ben a vista preserva una temperatura media attorno ai 16°C e un’umidità costante, ideale per l’affinamento dei grandi rossi. La meticolosità dello stile produttivo voluto da Jacopo Biondi Santi si manifesta anche nell’accurata selezione delle botti e delle barriques: la scelta dei legni, con le relative tostature, è un fattore determinante per l’evoluzione che ognuna delle etichette del Castello di Montepò deve ricevere dal trascorrere del tempo. I vini rossi maturano in barriques prodotte con rovere e querce, provenienti dalle foreste di Tronçais, considerate storicamente le migliori del dipartimento d’Ailler. Ma la preferenza per questi particolari legni francesi è dovuta anche ad altro: le doghe, infatti, hanno una grana fine perché realizzate da alberi con un’età media di circa 150 anni e sono più indicate per l’affinamento dei vini di pregio perché facilitano la maturazione dei tannini e la loro carezzevole setosità, caratteri distintivi dei grandi rossi di Castello di Montepò.

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engono usati rigorosamente tini in acciaio inox nei quali viene svolta la fermentazione alcolica e malolattica; le macerazioni sono lunghe per assicurare la migliore estrazione dei polifenoli, ideale per dare complessità, eleganza e longevità ai vini. La barriccaia è situata in un’area sottostante, dove la particolare conformazione con i mattoni ben a vista preserva una temperatura media attorno ai 16°C e un’umidità costante, ideale per l’affinamento dei grandi rossi. La meticolosità dello stile produttivo voluto da Jacopo Biondi Santi si manifesta anche nell’accurata selezione delle botti e delle barriques: la scelta dei legni, con le relative tostature, è un fattore determinante per l’evoluzione che ognuna delle etichette del Castello di Montepò deve ricevere dal trascorrere del tempo. I vini rossi maturano in barriques prodotte con rovere e querce, provenienti dalle foreste di Tronçais, considerate storicamente le migliori del dipartimento d’Ailler. Ma la preferenza per questi particolari legni francesi è dovuta anche ad altro: le doghe, infatti, hanno una grana fine perché realizzate da alberi con un’età media di circa 150 anni e sono più indicate per l’affinamento dei vini di pregio perché facilitano la maturazione dei tannini e la loro carezzevole setosità, caratteri distintivi dei grandi rossi di Castello di Montepò.

CASTELLO DI MONTEPÒ

UNA STORIA DEL VINO

Al Castello di Montepò, Jacopo Biondi Santi è stato capace di valorizzare tutte le grandi potenzialità di un territorio storicamente vocato alla produzione di uve d’eccellenza.

CASTELLO DI MONTEPÒ

UNA STORIA DEL VINO

Al Castello di Montepò, Jacopo Biondi Santi è stato capace di valorizzare tutte le grandi potenzialità di un territorio storicamente vocato alla produzione di uve d’eccellenza.

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Castello di Montepò – Jacopo Biondi Santi